Testo e immagini estratti dal sito Autosoviet di Michele Cuoccio

La Niva: la Range Rover dell'Est

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Tuttavia, la Lada è nota da noi, come già detto, per la Niva, in italiano "campo", molto probabilmente l'unica vettura russa davvero rivoluzionaria ed innovativa, e di esempio per i produttori occidentali (oltre che di successo, insieme alla UAZ). La progettazione della Niva iniziò nel 1971: il capo progetto era Vladimir Sergeevicha Solovev, mentre il designer si chiamava Valery Pavlovich Semushkine. Nel 1972, vennero realizzati i primi prototipi (prima foto in alto), molto tradizionali, con una classica e squadrata carrozzeria aperta con telone. Tuttavia, ben presto si cambiò completamente strada, e si passò ad una moderna carrozzeria chiusa, quasi da berlina due volumi (prototipi nella seconda e terza foto). Nell' estate 1973, con l'aiuto di alcuni colleghi della UAZ, furono compiuti dei severi tests nell'Asia Centrale, in Uzbekistan, con temperature medie di quasi 40 gradi. Nel 1976 venne presentata la versione definitiva (con una linea immutata fino ai giorni nostri, terza e quarta foto), caratterizzata da soluzioni tecniche originali per l'epoca, quasi da moderna "Sport-Utility", come la trazione integrale di tipo permanente, allora in uso solo sulla Range Rover e poche altre, e, soprattutto, la scocca portante, inedita per una fuoristrada, oltre che da caratteristiche tipiche di una "vera" 4x4 (differenziali bloccabili e marce ridotte).

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Della Niva fu approntata anche una interessantissima  versione anfibia militare, la 2122 o Reka (ovvero "fiume"). Dotata di un pianale rinforzato, e stranamente equipaggiata con un motore da 1300 cc derivato dalla berlina "2101" (60 cv, 115 km/h) anzichè col 1600 d'origine, la "Reka" poteva affrontare corsi d'acqua ad una velocità max di 9 km/h. Gli esemplari di preserie, realizzati in diverse varianti fra la fine degli anni Settanta e quella degli anni Ottanta (sempre con molta calma, quindi, forse anche troppa...), passarono con successo i test, ma ormai per l'Armata Rossa iniziava a spirare il vento della crisi, per cui questo interessante veicolo rimase allo stadio di prototipo.

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La Niva si impose su diversi mercati (in Europa ebbe un grande riscontro soprattutto in Francia): il motore Fiat 1.6, lo stesso della "Zhiguli/124", era ancora, all'epoca della presentazione, un motore brillante e moderno; gli iniziali problemi di giochi nella trasmissione e di consumi eccessivi furono attenuati con il passare degli anni. Fu presentata anche una versione cabrio (in alto a sinistra), allestita però in Europa. La Niva fu equipaggiata, nel frattempo, anche con un motore diesel Peugeot 1.9 aspirato, e venne montato (ma solo nel 1987...) un cambio a 5 marce, quanto mai opportuno. Nel 1993, la Niva viene leggermente rivista nella meccanica, con un motore dotato di iniezione ed aumentato a 1700 cc, nonchè ridisegnata nella zona posteriore, con un nuovo portellone e nuovi fari (seconda foto in alto): viene anche ridisegnata la plancia. Nella terza foto, l'attuale versione GLX venduta in Italia, dotata anche di motore turbodiesel Peugeot.

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Nel '94 viene presentata la versione a passo lungo (quattro foto in alto), disponibile anche con il motore originale a benzina aumentato a 2 litri e 100 cv di potenza. A giudicare dalle belle foto in alto, nonostante l'età e gli acciacchi, la Niva è ancora abbastanza... arzilla!

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Dalla Niva sono state ricavate numerose versioni speciali, dal pick-up doppia cabina alla versione ambulanza (prima e seconda foto in alto). Il bestione che vedete nella terza e quarta foto, invece, si chiama "Niva March". Pare che sia stato costruito anche con motore Wankel da 200 e rotti cavalli, oltre al motore originale. Una volta, mentre ero fermo al semaforo in moto, un'utilitaria mi è passata su di un piede con una ruota... è evidente che sono stato fortunato a non nascere in Russia, altrimenti a quest'ora portavo la 52 di scarpe. Nella quinta e sesta foto, un'altra versione speciale (rimasta però a livello di prototipo), la Bora, realizzata nei primi anni '90, con un'essenziale carrozzeria in pannelli di alluminio, priva di portiere.

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In alto a sinistra, la Fora, una recente versione a tre porte con passo allungato, e, nella seconda foto, la Project, ovvero un altro prototipo stile Jeep Renegade, senza tetto né portiere, presentato nel 1998. La Niva, durante gli anni '80, ottiene anche un buon riscontro nei raid e nelle manifestazioni sportive (Parigi-Dakar, ad esempio, ma con un esemplare a motore centrale, con poco in comune con la versione di serie...). Ciò non impedisce tuttavia elaborazioni spregiudicate sul motore Fiat di serie (ancora oggi c'è chi tira fuori oltre 160 cv dal vecchio monoalbero!).


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